Sciarpina traforata in alpaca (ferri 3,5)

Posted on gennaio 12, 2015

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Dopo un po’ di “turbo-tricot” con i ferri giganti, ed una lunga influenza, avevo voglia di sferruzzare qualcosa di “light”… E così con un filato sottile ho preparato un pensierino per la nonna Giulia, una sciarpina ad hoc, leggerissima e caldissima (la nonna ha sempre freddo… ecco da chi ho preso … ) e moderatamente vezzosa. Quindi ho scelto un punto pizzo tutto traforato e l’alpaca Valparaiso Silke. In un prossimo post, il berretto abbinato.

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Occorrente: per la sciarpina ca 100 gr di filato Valparaiso Silke (100% alpaca, in gomitoli da 50 gr, ca 180 mt); ho altri due gomitoli per fare il berretto abbinato e se mi avanza il filo (sì, avanza) faccio le frange per la sciarpa. Ferri 3,5

(Ci starebbe bene anche un bel paio di guanti… Si può vedere un pratico tutorial su uno dei miei blog preferiti, MaryPoppins1968: https://marypoppins1968.wordpress.com/come-realizzare-i-mezzi-guanti-con-il-mezzopollice-in-lana/).

sciarpa-alpaca_rete-traforiUna nota sui trafori ed il filato: il punto è quello del post precedente (Rete traforata); prima di sceglierlo ho fatto varie prove di trafori con l’alpaca Valparaiso Silke; con questo filato non adotto vie di mezzo: o lo lavoro compatto, o a trafori; e se scelgo il traforo, che sia davvero decisamente “bucato”; infatti il filato è leggermente pelosino (anche se moltooo meno del mohair) e quindi un buchetto qua e là – per di più sul grigio chiaro con effetto un po’ melange – in pratica non si vede,  ed anche alcuni elaborati motivi fantasia a traforo – splendidi con filati più lisci, come il punto ombrellini… (ma questo è per un altro post) – tendono a perdersi un po’.  Allora ho optato per questa rete molto traforata e con diminuzioni alternate che “sottolineano” i foretti. Il risultato è comuque a prova di freddo perché il pelino “riempie” i buchetti mantenendo l’effetto calore. Comunque continuerò con le mie prove…

La sciarpina è larga ca 18 cm, i bordi laterali si arrotolano un po’.

Punto a rete traforata: post del 23 dicembre 2014

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Realizzazione:

Avvio 46 maglie e lavoro un bordino a foretti (un paio di righe a legaccio, una sola riga a rete traforata, e ancora due o tre righe a legaccio), e poi procedo solo a rete traforata (con la prima e l’ultima maglia di ogni riga a diritto) fino a quasi esaurire il filato (tengo un po’ di filo per le ultime righe); termino con un bordino in modo simmetrico all’inizio e intreccio. Fisso i fili sospesi ed ho finito.

Cambio di gomitolo: eseguo il cambio a inizio riga; quando termino o inizio un gomitolo, lascio sempre un margine di qualche centimetro, sufficiente per fissare poi i fili e nasconderli nella lavorazione. Avrò così il nuovo filo di lavorazione, più i due lembi di margine del filato (del vecchio e del nuovo gomitolo, li chiamo A e B). Dato che il filo in questo caso è molto sottile, posso fissare i due lembi di filo direttamente mentre lavoro, eseguendo qualche maglia con il filo doppio. Perciò eseguo i primi punti della riga con il nuovo filo + il lembo A (ben disteso, ripiegato e appaiato al nuovo filo). Lavoro i due insieme a punto rete finché dura A (ne lascio solo un pezzettino che fisserò alla fine ripiegandolo nelle maglie), e finisco la riga solo con il nuovo filo di lavorazione.  Faccio il ferro di ritorno e poi di nuovo all’inizio della riga successiva ripeto l’operazione, doppiando il filo principale con il lembo sospeso B. (Nei ferri di ritorno sto attenta a raccogliere e distinguere bene le maglie lavorate con il filo doppio, in modo da non aumentare per sbaglio).

La sciarpina è già finita così; dopo avere fatto un berretto abbinato, se ho abbastanza filato, aggiungo le frange:

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