Sciarpa del pastore (ferri n. 7)

Posted on settembre 21, 2013

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Le sciarpe sono sempre divertenti da fare e anche rilassanti, tanto si va tutto dritto🙂. Solitamente le uso come campioni per provare i filati. Questa è una sciarpa lavorata a maglia rasata con bordi a legaccio, frange e pon pon, dall’aspetto un po’ rustico. E’ fatta con il filato Natural Wool, 100% lana, della Silke. Di seguito la “ricetta”.

Occorrente: 4 gomitoli (tre gomitoli per la sciarpa e l’altro per frange e pon pon) Filato Natural Wool Silke (100% lana) col. Burro (n.1), ferri n.7, un ago per fissare i fili e un uncinetto con un rettangolo di cartone per fare le frange, una sagoma per pompon (Per la mia mano ho preferito usare i ferri del 7, anche se in etichetta sono indicati ferri n. 6 – 6,5)

Lunghezza sciarpa (senza frange): ca 120 cm  /  Larghezza ca 21 cm / Con un gomitolo ho lavorato ca 39 cm (67 ferri)

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Avvio 27 maglie e lavoro 5 ferri a legaccio; proseguo a maglia rasata lavorando i bordi laterali a legaccio (5 maglie), altrimenti la maglia rasata si arrotolerebbe troppo. Continuo fino a lunghezza desiderata, e poi finisco con un altro bordo a legaccio. Per avere il margine laterale “a catenelle” passo a rovescio (cioè la sposto sull’altro ferro proprio come se dovessi lavorarla a rovescio, ma poi non la lavoro) la prima maglia di ogni ferro. Per completare il tutto, aggiungo delle frange a distanze regolari (per fare le frange mi aiuto con una sagoma di cartone – nel mio caso alta 10 cm – ed uso tre capi di filo che poi piego in due parti e fisso al bordo della sciarpa con un uncinetto) e un pon pon fatto con lo stesso filato.

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Nota sul bordo: mi capita raramente, ma a volte con alcuni filati – come in questo caso – il bordo laterale a legaccio tende a piegarsi verso il rovescio del lavoro; allora stiro appena appena il capo per stendere il bordo (seguendo le indicazioni segnalate in etichetta).

Cambio gomitolo: solitamente cambio i gomitoli sui bordi, quando questi vanno cuciti o ripresi; se invece restano “nudi”, come in questo caso, preferisco cambiare il gomitolo all’interno di qualche maglia, altrimenti sul bordo faccio fatica a nascondere i fili.

mercerialauratre_fatto-a-mano_tricot_cambio-gomitolo_1  Quindi per cambiare il gomitolo all’interno del lavoro faccio così: prendo l’ultimo pezzetto del filo che sto lavorando, e lo divido in due parti; lo stesso faccio col primo pezzetto di filo del nuovo gomitolo.

mercerialauratre_fatto-a-mano_tricot_cambio-gomitolo_2 Prendo una metà del primo filo ed una metà del secondo e – mettendole in parallelo ma in senso inverso – le unisco a formare un unico filo (ovviamente dello stesso spessore e colore del filo con cui lavoravo), e con quello lavoro alcuni punti. Poi abbandono la metà del filo del vecchio gomitolo, riunisco le due metà del filo nuovo, e proseguo la lavorazione solo con il nuovo filo.

mercerialauratre_fatto-a-mano_tricot_cambio-gomitolo_3 Successivamente con un ago o un uncinetto fisserò i fili sospesi (le due metà singole rimaste sole, e gli avanzi delle altre due metà) sul retro del lavoro facendoli passare a zig zag tra le maglie lavorate.

In alternativa c’è il metodo “rapido”, che uso di solito quando non posso dividere i fili o quando  lavoro un bordo (per es. a legaccio) direttamente insieme al corpo della sciarpa, come in questo caso: cambio il gomitolo immediatamente all’interno del bordo; non divido i fili, ma “lascio giù” la coda del vecchio gomitolo e proseguo il lavoro direttamente con il nuovo lasciando un pezzo di filo sufficiente per fissare poi il tutto. Lavoro una riga, tendo bene i fili e faccio un nodo provvisorio tra le due code di filo; poi lo disfo a lavoro ultimato, e fisso i fili, dividendoli anche in due o tre parti se sono grossi. In questo caso comunque mi sono trovata meglio con il primo metodo.

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