Maglia senza maniche pervinca – ferri n° 4,5

Posted on luglio 24, 2013

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Con il filato Futura GPTEX (cotone e viscosa) sto facendo una semplice maglietta/canotta senza maniche (c’è solo un bordino a legaccio), lavorata in un pezzo solo e con scollo a V e spacchetti laterali. Il modello è veramente basilare (adatto ai principianti), però trovo che per l’estate funzioni benissimo, è comodo, fresco e si presta a molte variati: punti, bordi, forma dello scollo, aperto o chiuso sul davanti… ne ho fatti un po’ in tutti  i modi. Questo è a punto zig zag traforato, con bordura all’uncinetto.

Occorrente: Per una taglia abbondante (larghezza ca 54 cm, lungh 61 cm) ho usato 7 gomitoli da 50 gr di filato FUTURA GPTEX (54% cotone gasato mercerizzato, 46% viscosa; 50 gr ca 110 mt), ferri n° 4,5, uncinetto n. 3,5 per le rifiniture.

Punto traforato a zig zag (anche nella sezione Punti tricot):

modulo di 7 maglie + 1 + 2 di vivagno; la distanza tra un traforo e l’altro del motivo a zig zag, in orizzontale, è di ca 4 cm:

 1° ferro)      1 vivagno, 1 diritto, * 5 diritti, 1 gettato, 2 maglie insieme a diritto*, 1 vivagno

2)      e tutti i ferri pari: a rovescio

3)      1 vivagno, 1 diritto, * 4 diritti, 1 gettato, 2 maglie insieme a diritto, 1 diritto *, 1 vivagno.

5)   1 vivagno, 1 diritto, * 3 diritti, 1 gettato, 2 maglie insieme a diritto, 2 diritti *, 1 vivagno

7)   1 vivagno, 1 diritto, * 2 diritti, 1 gettato, 2 maglie insieme a diritto, 3 diritti *, 1 vivagno

9)   1 vivagno, 1 diritto, * 1 diritto, 1 gettato, 2 maglie insieme a diritto, 4 diritti *, 1 vivagno

11) 1 vivagno, 1 diritto, * 2 diritti, 1 gettato, 2 maglie insieme a diritto, 3 diritti *, 1 vivagno

13) 1 vivagno, 1 diritto, * 3 diritti, 1 gettato, 2 maglie insieme a diritto, 2 diritti *, 1 vivagno

15) 1 vivagno, 1 diritto, * 4 diritti, 1 gettato, 2 maglie insieme a diritto, 1 diritto *, 1 vivagno

Ripetere da 1

Descrizione del modello: questo è un modello dritto con davanti e dietro lavorati in un solo pezzo, non sagomato in vita o sui fianchi, in pratica un rettangolo piegato in due con un buco a V per il collo… perciò per questo modello preferisco un filato come quello che sto usando, che scivola sagomandosi sulle forme del corpo, ed evito filati “rigidi” che forse farebbero un po’ l’effetto scatola di cartone, soprattutto su di me🙂. Inoltre, il modello è senza maniche, ma la spalla deve cadere abbastanza da fare comunque l’effetto di una manichina.  A segnare l’altezza delle maniche c’è solo un bordino a legaccio che viene lavorato insieme al resto. E’ un modello che deve restare “morbido”… con i filati che scivolano secondo me stanno bene anche le proporzioni un po’ over, l’importante è che la maglia non sia piccola. Quindi in questo caso meglio qualche punto in più.

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Nota sui bordi: in questo caso voglio lavorare una bordura all’uncinetto su scollo e fondo, perciò avvio e lavoro direttamente a maglia a zig zag… Quando invece non voglio fare bordi lavorati a parte, allora prima di iniziare il punto di base lavoro subito un bordo a legaccio, o grana di riso, sia sul fondo che sullo scollo, in modo da non fare arrotolare la maglia.

Nota sul vivagno: premesso che un vivagno (prima e ultima maglia di ogni riga) va bene per tutto… (prima lo facevo sempre a diritto perché la nonna mi aveva insegnato così :)), in questo caso preferisco lavorarlo a maglia rasata (punto diritto sul davanti e punto rovescio sul dietro del lavoro) perché mi facilita la cucitura dei due lati. Lascio invece a diritto il margine del bordo legaccio (sul bordo manica). Anche la maglia di margine dello scollo è lavorata a diritto per avere il bordo più regolare (nei nodini che si formano punto poi l’uncinetto per la rifinitura a maglia bassa).

Calcolo le misure: quanti punti avvio?

Faccio subito un campione, cioè un piccolo quadrato di maglia (almeno 10 x 10 cm) lavorata a punto zig zag, per poi calcolare in proporzione quanti punti avviare per la mia maglia.

Quando voglio sbrigarmela in fretta, soprattutto per modelli semplici e diritti, faccio così:  prendo le mie misure o – ancora più semplice – prendo una maglia che mi sta come voglio e prendo le misure della maglia. Parto con la larghezza e trasformo quindi la mia larghezza ideale in numeri di punti con la solita proporzione (10 cm del campione: n° di maglie dei 10 cm di campione =  cm mia larghezza, es. 50 cm : n° punti totali). Lo scollo è a V, quindi è meglio avere un numero di maglie pari.

Poi devo tener conto del punto che voglio usare; in questo caso il punto a zig zag si lavora su multipli di 7 maglie+1, quindi il numero totale di punti da avviare dovrà essere divisibile per 7, con l’aggiunta di un punto. Se confrontando i punti totali con le mie misure il conto non torna, vedo come regolarmi: se bastano pochi punti per fare cifra tonda, li aggiungo; se no, tolgo un motivo e divido le maglie che avanzano sui lati.

Per me il risultato sono 108 maglie (105 + 1 + 2 di vivagno) per una larghezza di ca 56 cm  (come anticipato, il modello resta morbido e comodo).

Lavorazione della maglia

Inizio il davanti della maglia. Avvio e lavoro tutto dritto a punto zig zag verticale fino all’altezza degli scalfi (nel mio caso, per 4 motivi e mezzo a zig zag); a questo punto inizio i bordi delle “manichine” avviando a nuovo 6 maglie sui due lati e lavorandoli a legaccio. Per avviare a nuovo le maglie, avvolgo il filo stretto intorno al ferro il numero  di volte necessario, e al giro successivo lavoro le spire ottenute come fossero maglie normali (magari ritorte). Siccome di solito così un po’ il filo si ammolla e non sta bene,  faccio qualche spira in meno del dovuto, e nel filo che si allenta al giro successivo lavoro le altre maglie che mi servono (es, in questo caso mi servono 6 maglie a nuovo; faccio 4 giri di filo, poi al giro successivo lavoro le quattro maglie corrispondenti e con il filo che mi avanza faccio altri due anellini, li metto sul ferro e lavoro le altre due maglie. Di solito per me funziona…)

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Contemporaneamente lavoro lo scollo a V, dividendo in due il lavoro e calando una maglia per lato verso il collo ogni due ferri (quindi sempre sul diritto del lavoro); lavoro le due metà separatamente (quindi proseguirò con lo stesso gomitolo su una delle due metà e dovrò ovviamente attaccare un nuovo gomitolo sull’altra metà) per un’altezza corrispondente a 2 motivi e mezzo a zig zag.

Per tenere più compatto lo scollo, prima di dividere il lavoro e iniziare le diminuzioni, incrocio le due maglie centrali.

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Una volta arrivata all’altezza desiderata per lo scollo (nel mio caso due motivi e mezzo a zig zag), lo “chiudo” rimettendo sul centro del lavoro tutte le maglie tolte con le diminuzioni del collo (nel mio caso 46 maglie), avviandole a nuovo, e proseguo la lavorazione per il dietro della maglia.

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Il collo risulta abbastanza largo (ca 25 cm), ma a me piace così (e comunque poi lo stringerò un po’ con un bordo all’uncinetto). Se si vuole lo scollo più stretto basta diradare le diminuzioni (diminuire per esempio ogni 4 ferri invece che ogni due). Riprendo la lavorazione di tutto il pezzo a maglia zig zag (per essere certa di come lavorare lo zig zag sulle maglie avviate a nuovo, prendo a riferimento i primi motivi e conto 6 maglie di distanza tra un traforo – cioè un gettato – e l’altro).

A questo punto lavoro il dietro in modo simmetrico al davanti, ricordandomi di intrecciare le 6 maglie laterali del bordo manica una volta lavorati 2 motivi e mezzo a zig zag dalla fine del collo. Risulta uno scalfo di ca 21 cm.

Proseguo ancora per 4 motivi a zig zag e mezzo, lavorando gli ultimi giri con ferri più piccoli (4 – 3,5 – 3) per evitare che il lavoro di slabbri troppo sul fondo, e intreccio tutte le maglie.

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Nei prossimi post: Diminuzioni dello scollo e Confezione e rifiniture